Come installare Dockhand con Docker Compose e NGINX Proxy Manager: alternativa moderna a Portainer per gestire Docker

Gestire Docker su un VPS o in un homelab significa scegliere tra il terminale, per pieno controllo e flessibilità, oppure affidarsi a un’interfaccia grafica moderna come Dockhand

Quando si gestisce Docker in self-hosting su un VPS o in un homelab, nella pratica ci si trova quasi sempre davanti a due approcci principali: operare direttamente da terminale tramite Docker e Docker Compose, oppure adottare una Web UI come Portainer per semplificare la gestione dei container.

Portainer è uno standard consolidato. È stabile, maturo e perfettamente adatto a produzione e homelab. Nel tempo è diventato il riferimento per la gestione visuale dei container.

Negli ultimi mesi, però, è emersa una nuova soluzione che merita attenzione: Dockhand che concentra in un’unica interfaccia funzioni che normalmente richiedono più strumenti separati.

Cos’è Dockhand

Dockhand è una Web UI open source per la gestione di Docker con un focus preciso:

  • Dashboard chiara con stato container in tempo reale
  • Log streaming integrato
  • Monitoraggio aggiornamenti images
  • Vulnerability scanning nativo
  • Deploy diretto da repository Git
  • Notifiche via SMTP o Apprise (Webhooks)

Link al progetto

Puoi trovare il repository ufficiale di Dockhand su GitHub all’indirizzo: https://github.com/Finsys/dockhand

Alla stesura di questo articolo la versione disponibile è la v1.0.17

Perché Dockhand è interessante in un ambiente self-hosted

Il punto chiave non è l’estetica dell’interfaccia tra l’altro molto accattivante, ma è che Dockhand integra funzionalità che spesso vengono delegate ad altri container dedicati.

Log real-time integrati (alternativa a Dozzle)

Dockhand permette di:

  • Visualizzare log in streaming live
  • Cercare e filtrare direttamente dall’interfaccia
  • Aggregare log di più container
  • Scaricare i log completi

In molti setup queste funzioni vengono affidate a tool come Dozzle. Con Dockhand non è necessario aggiungere un container separato solo per la consultazione dei log.

Screenshot ufficiale di Dockhand, tratto da dockhand.pro

Monitoring aggiornamenti immagini (alternativa a Watchtower o WUD)

Dockhand monitora le immagini Docker e segnala:

  • Nuove versioni disponibili
  • Differenza tra versione locale e remota
  • Possibilità di aggiornamento manuale o schedulato

Questo sostituisce strumenti come Watchtower o WUD (What’s Up Docker) quando l’obiettivo è semplicemente sapere quali container hanno update disponibili.

Vulnerability scanning integrato

Dockhand integra scanner come Trivy e Grype direttamente nella UI.

È possibile:

  • Avviare scan manuali
  • Programmare scan periodici
  • Visualizzare CVE con livello di severità

Non è necessario configurare pipeline esterne solo per ottenere un report di sicurezza di base sulle immagini in uso.

Deploy stack da Git

Dockhand consente di:

  • Clonare repository Git
  • Effettuare deploy automatico di docker-compose.yml
  • Abilitare webhook per auto-deploy al push

Compatibile con GitHub, GitLab e Forgejo.

Per chi adotta un workflow GitOps leggero su VPS o homelab, questa funzione riduce drasticamente la complessità.

Dockhand Edition Community è la scelta giusta se:

  • Gestisci un singolo host Docker (VPS, home server, sistemi NAS o bare metal)
  • Vuoi un’interfaccia moderna e veloce
  • Ti piace avere tutto visibile a colpo d’occhio
  • Usi workflow GitOps con repository
  • Vuoi consolidare più tool in uno (log aggregati, update monitoring, vulnerability scan senza bisogno di altri tool separati)
Requisiti necessari

Prima di iniziare, assicurati di avere a disposizione:

  • Un server con Docker e Docker Compose installati
  • Un nome di dominio configurato attraverso il quale il servizio sarà accessibile, ad esempio: dockhand.tuodominio.com
  • NGINX Proxy Manager già funzionante (se non ce l’hai, segui questa guida)
  • Accesso al server tramite SSH con permessi di amministratore

Installare Dockhand con Docker Compose e NGINX Proxy Manager

Crea la directory e il docker-compose

Accedi al server via SSH:

mkdir -p ~/dockhand && cd ~/dockhand

poi crea il file di configurazione:

nano docker-compose.yml

Copia e incolla il seguente contenuto:

Importante:

  • Cambia npm_network con il nome esistente della rete di NGINX Proxy Manager
  • Il socket Docker (/var/run/docker.sock) permette a Dockhand di comunicare direttamente con Docker
  • Il volume dockhand_data mantiene configurazioni, utenti e dati persistenti
  • SQLite è perfetto per homelab, PostgreSQL solo se hai necessità enterprise

Nota sulla sicurezza: Montare il socket Docker dà controllo completo sull’host Docker. Questo è necessario per qualsiasi strumento di management (Portainer fa lo stesso). La mitigazione è non esporre mai Dockhand direttamente su internet pubblico senza autenticazione e reverse proxy. Per questo usiamo NPM con SSL e configureremo l’autenticazione subito dopo.

Avvia Dockhand

docker compose up -d

Aspetta che scarichi l’immagine. Verifica che sia partito:

docker ps | grep dockhand

Dovresti vedere qualcosa tipo:

dockhand   Up 30 seconds   3000/tcp

Configurazione NGINX Proxy Manager

  1. Apri NGINX Proxy Manager o segui questa guida per installare un reverse proxy Nginx
  2. Clicca “Proxy Hosts” –> “Add Proxy Host”
  3. Configura così:
  • Domain Names: dockhand.tuodominio.com
  • Scheme: http
  • Forward Hostname/IP: dockhand (nome container)
  • Forward Port: 3000
  • Abilita: Cache Assets, Block Common Exploits
  • IMPORTANTE: Abilita Websockets Support (critico per real-time updates)
  1. Vai nella tab SSL:
  • Seleziona “Request a new SSL Certificate”
  • Abilita Force SSL, HTTP/2 Support, HSTS Enabled
  • Inserisci la tua email
  • Accetta i termini di Let’s Encrypt
  1. Clicca “Save”

NGINX Proxy Manager farà tutto da solo: configurerà il proxy, richiederà il certificato SSL e lo rinnoverà automaticamente. Adesso Dockhand sarà raggiungibile via HTTPS.

Prima configurazione: abilitare autenticazione

Attenzione: Di default Dockhand NON ha autenticazione attiva. Chiunque raggiunga l’URL può accedere. Questo è voluto (per evitare lockout iniziali), ma va sistemato subito. NON lasciare l’interfaccia accessibile senza credenziali.

Apri il browser e vai su https://dockhand.tuodominio.com.

Verrai accolto dalla dashboard vuota. Prima di fare altro:

  1. Clicca Settings (icona ingranaggio in basso a sinistra)
  2. Vai su Authentication tab
  3. Clicca “Add user”
  4. Compila:
  • Username: admin (o quello che preferisci)
  • Password: Usa una password forte e salvala nel password manager
  • Role: Administrator
  1. Clicca “Create user”
  2. Ora attiva l’autenticazione: Switch da OFF a ON
  3. Ti chiederà di fare login immediatamente

Da questo momento, ogni accesso richiederà username e password. Se dimentichi la password, l’unico modo per recuperare l’accesso è cancellare il volume dockhand_data e ricominciare da capo. Usa un password manager.

Screenshot ufficiale di Dockhand, tratto da dockhand.pro

Configurazione ambiente Docker locale

Una volta loggato:

  1. Dashboard –> Clicca “Add Environment”
  2. Compila:
  • Environment Name: VPS-Production (o come preferisci)
  • Connection Type: Local Docker host
  • Docker Socket: /var/run/docker.sock (già montato)
  1. Clicca “Add”

Dockhand scoprirà immediatamente tutti i container esistenti, immagini, volumi e reti. Nessun import manuale, nessuna configurazione aggiuntiva. Se hai già container in esecuzione (Portainer, NPM, Forgejo, ecc.), appariranno tutti nella dashboard.

Considerazioni finali

Dockhand non è una rivoluzione nel mondo Docker management. È un’evoluzione nell’integrazione delle funzionalità.

Log streaming, monitoraggio aggiornamenti e vulnerability scanning sono strumenti che molti già utilizzano tramite container separati. Dockhand li riunisce sotto un’unica dashboard.

L’installazione richiede pochi minuti e la prova può essere effettuata senza rimuovere strumenti esistenti.

Se gestisci molti containers, vale la pena provarlo per vedere se il suo approccio tutto-in-uno semplifica davvero la gestione del tuo VPS o homelab.

emanuelegori
emanuelegori

emanuelegori è un blogger appassionato di FOSS e autore di questo blog.

Su Homelab Notes trovi guide pratiche, spunti e consigli per scoprire il mondo del software libero, delle soluzioni self-hosted e delle alternative open source ai servizi commerciali più diffusi.
Quando non scrive, è online nel Fediverso con spirito indipendente e tanta voglia di condividere conoscenza.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Leave the field below empty!