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Nei giorni scorsi, Creative Commons ha lanciato un’iniziativa interessante chiamata CC Signals. In sintesi, si tratta di un nuovo sistema per permettere a chi pubblica contenuti online di esprimere in modo chiaro se e come quei contenuti possano essere utilizzati per addestrare modelli di intelligenza artificiale.
Il punto è che gran parte di questi dati arriva da contenuti condivisi liberamente da persone, autori, blogger, fotografi e sviluppatori, spesso tramite licenze Creative Commons.
Il rischio? Che queste IA si “nutrano” dei nostri contenuti senza darci nulla in cambio.
E, per reazione, sempre più creatori di contenuti stanno iniziando a chiudere tutto dietro paywall o a bloccare l’accesso ai bot delle IA. Risultato? Il web aperto rischia di diventare un museo vuoto.
La proposta di Creative Commons.
Il progetto è ancora in fase iniziale (è previsto un lancio in alpha per novembre 2025), e Creative Commons sta raccogliendo feedback pubblici, anche su GitHub. Ci saranno anche alcuni incontri online per chi vuole partecipare alla discussione.
È un’idea che cerca equilibrio: non è un “tutti possono prendere tutto”, ma nemmeno “chiudiamo tutto”. È un modo per dire:
“Io condivido, ma voglio sapere come i miei contenuti verranno usati.”




