Internet come doveva essere: libero, decentralizzato, nelle tue mani

Ti sei mai chiesto com'era Internet prima degli algoritmi che decidono tutto al posto tuo? Prima dei like obbligati e dei contenuti tutti uguali? Gli stessi trend, le stesse facce, le stesse idee? Quell'Internet non è un ricordo lontano: esiste ancora. È uno spazio dove puoi esprimerti davvero, scoprire persone e idee diverse, e non essere solo un prodotto. Quel posto si chiama Fediverso.

Ma cos’è ‘sto Fediverso?

Immagina di poter usare Gmail per mandare email a chi ha Outlook, Yahoo o Proton. Funziona, vero? Perché l’email è un protocollo aperto: non importa chi fornisce il servizio, tutti possono comunicare.

Ora immagina che lo stesso principio valga anche per i social network. Nel Fediverso non sei bloccato in una sola piattaforma. Puoi scegliere un’app per scrivere messaggi brevi, simile a Twitter/X, un’altra per condividere o guardare foto come su Instagram, e un’altra ancora per i video, come su YouTube. Anche se le app sono diverse, puoi parlare sempre con le stesse persone: seguire qualcuno, commentare un post o rispondere a un video senza cambiare social.

Tutto questo è possibile perché questi social parlano la stessa lingua e sono collegati tra loro attraverso la federazione: diversi server indipendenti (istanze) che comunicano tra loro attraverso il protocollo aperto ActivityPub come una grande rete unica. Esattamente come l’email, ma per i social media. Servizi come Mastodon, Pixelfed, PeerTube o Friendica fanno parte di questo ecosistema interconnesso. Questa rete si chiama Fediverso.

Come si trova e si segue qualcuno nel Fediverso

Torniamo all’analogia dell’email. Per scrivere a qualcuno non ti basta sapere il suo nome: hai bisogno del suo indirizzo completo, nella forma nome@dominio.com. Se scrivi solo “mario”, il messaggio non arriva da nessuna parte.

Nel Fediverso funziona esattamente allo stesso modo. Ogni account ha un indirizzo composto da due parti:

@nomeutente@istanza

Ad esempio, il mio account Mastodon è:

@emanuelegori@mastodon.uno

La prima parte (emanuelegori) è il nome utente. La seconda (mastodon.uno) è il server, cioè l’istanza, su cui quell’account è registrato.

Se cerchi solo @emanuelegori senza specificare l’istanza, potresti non trovare nulla oppure trovare persone diverse con lo stesso nome su server diversi — esattamente come cercare “mario rossi” in una rubrica telefonica senza sapere in quale città abita.

Quando vuoi seguire qualcuno, cerca o incolla il suo indirizzo completo nel campo di ricerca del tuo social Fediverse. Il tuo server contatterà quello dell’altra persona e stabilirà la connessione, anche se siete su piattaforme o istanze diverse.

I Giganti TechIl Fediverso
Un’azienda controlla tuttoMigliaia di server indipendenti
Algoritmi che decidono cosa vediTimeline cronologica – TU scegli cosa vedere
I tuoi dati? Sono il loro prodottoI tuoi dati sono accessibili e scaricabili
Ban arbitrari senza appelloRegole trasparenti e comunitarie
Pubblicità e tracking ovunqueOgni server decide le proprie politiche
Account chiuso = tutto persoCambi server? Porti con te follower e following

Ma quindi devo scegliere un solo social del Fediverso?

È una domanda che si fanno in molti, ed è comprensibile: veniamo da un Internet dove ogni piattaforma è un’isola separata. Hai un account su X/Twitter? Sta lì. Hai un account su YouTube? Sta da un’altra parte. E i due mondi non si parlano. Nel Fediverso funziona diversamente.

Per spiegartelo, ti racconto cosa succede a me.

Ho due account:

  • su Mastodon – Microblogging (come Twitter/X) @emanuelegori@mastodon.uno
  • su PeerTube – Video hosting (come YouTube) @emanuelegori@peertube.uno

Due piattaforme diverse, due funzioni diverse. E cosa faccio? Dal mio account Mastodon seguo il mio account PeerTube, proprio come seguirei un utente qualsiasi. Da lì in poi, ogni volta che pubblico un video su PeerTube, Mastodon lo riceve.

Un giorno carico un video su PeerTube. Il post del video compare nella mia timeline Mastodon e posso commentarlo, rispondere, condividerlo… tutto da un solo social, senza aprire PeerTube.

E se voglio che i miei follower Mastodon vedano il video, mi basta ricondividere il post dalla mia timeline o anche solo mettere “mi piace”. Non devono avere un account PeerTube, non devono cambiare piattaforma: possono commentare direttamente da Mastodon, come se fosse un normale post.

E la parte sorprendente è questa: i commenti scritti da Mastodon compaiono anche sotto il video su PeerTube. È un’unica conversazione distribuita su due piattaforme diverse.

È come se i commenti e le ricondivisioni di X/Twitter a un video YouTube apparissero automaticamente anche sotto il video su YouTube. Impossibile nei social tradizionali. Nel Fediverso, invece, è normale amministrazione.

È difficile iniziare?

C’è un’altra differenza importante rispetto ai social tradizionali: la timeline del Fediverso non si costruisce da sola.

Funziona benissimo quando inizi a seguire persone, progetti e comunità. Ma per chi arriva da piattaforme algoritmiche, l’impatto iniziale è quasi uno shock.

Siamo abituati a social che ti riempiono il feed anche se non segui nessuno: ti suggeriscono cosa vedere, chi seguire, cosa commentare, cosa dovrebbe “interessarti”. È un flusso continuo, progettato per non lasciarti mai senza stimoli.

Nel Fediverso non succede nulla di tutto questo. Se non segui nessuno, la tua timeline è… vuota. E molti, alla prima esperienza, dicono la stessa cosa:

“Non trovo i contenuti che vedo sugli altri social.”

Ed è vero: non li trovano perché nessun algoritmo glieli spinge addosso. Devono cercarli, scoprirli, costruirsi il proprio ambiente. Non tutti hanno la pazienza o la curiosità per farlo.

Diciamolo chiaramente: il Fediverso funziona meglio per utenti un po’ più smaliziati, o per chi cerca davvero un’alternativa. Non perché sia difficile, ma perché richiede un approccio diverso.

I social algoritmici come X o Facebook, se li paragoni ai sistemi operativi, sono come usare Windows: tutto è già pronto, ti suggeriscono cosa fare, cosa aprire, cosa guardare.

Il Fediverso invece è più simile a un sistema operativo libero: devi costruirti il tuo ambiente, scegliere cosa seguire, capire come funziona la federazione. Non è complicato, ma è un’esperienza più consapevole.

E quando il tuo feed prende forma, quando inizi a vedere contenuti che hai scelto tu, quando la timeline diventa tua… allora capisci perché chi resta nel Fediverso non torna più indietro.

Ma allora perché non lo usa nessuno?

Sbagliato. Lo usano milioni di persone, anche se non fa notizia: non ci sono quotazioni in borsa, acquisizioni miliardarie o CEO controversi da seguire.

Secondo i dati di Fediverse Observer, la rete conta oggi oltre 5 milioni di account attivi distribuiti su migliaia di server indipendenti. Mastodon da solo ha superato i 10 milioni di account registrati. La crescita più visibile è avvenuta tra il 2022 e il 2023, quando l’acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk ha spinto centinaia di migliaia di persone a cercare alternative.

Il Fediverso non cresce attraverso campagne di marketing o dark pattern progettati per creare dipendenza. Cresce perché la gente è stanca di essere il prodotto. Stanca di algoritmi che manipolano, di ban arbitrari, di piattaforme che vendono i tuoi dati. E quando lo scopre, spesso ci resta.

Trova il tuo social nel Fediverso

I link qui sotto portano a istanze italiane o di riferimento — ciascuna è un server indipendente che fa parte della stessa rete. Non sei obbligato a usare quella specifica: puoi registrarti su qualsiasi altra istanza dello stesso progetto e comunicare comunque con tutti.

Mastodon

Microblogging (come Twitter/X) — istanza italiana di riferimento: mastodon.uno

Pixelfed

Foto e immagini (come Instagram) — istanza italiana di riferimento: pixelfed.uno

PeerTube

Video hosting (come YouTube) — istanza italiana di riferimento: peertube.uno

Lemmy

Forum e comunità (come Reddit) — istanza italiana: diggita.com

WriteFreely

Blogging minimalista — istanza italiana: noblogo.org

Mobilizon

Eventi e gruppi — istanza italiana: mobilizon.it

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