Capita a volte che un prodotto o un macchinario pensato per uno scopo finisca poi per averne un altro diverso, perfino migliore. È accaduto nel 1945, quando un ingegnere americano che lavorava allo sviluppo di radar militari capì che le microonde emesse potevano scaldare il cibo molto velocemente.

Questa sorta di miracolo sembra essere accaduto ancora, stavolta in Cina, nel Qinghai, sul versante nord-orientale dell’altopiano tibetano.

Tre anni fa i cinesi hanno installato uno dei più grandi parchi solari del mondo in un angolo di deserto d’alta quota. Oggi, laddove c’era solo sabbia, ci sono praterie di erba alta tanto che i pastori non devono più fare decine di chilometri per portare le pecore a valle a pascolare.

In realtà il miracolo è sorprendentemente semplice: i pannelli fermano il vento, che da quelle parti è forte e costante. Le squadre di manutenzione lavano periodicamente i pannelli e l’acqua di scolo gocciola in un terreno composto per il 98% di sabbia. L’ombra dei pannelli raffredda il terreno che trattiene l’umidità, impedendo che evapori. L’evaporazione del suolo è calata di circa il 30%. Sotto i pannelli si crea un vero microclima particolare.

E l’industria solare americana ha già cominciato a imitare il sistema cinese.

Fonte Corriere.it